
Esiste la tendenza a considerare il compimento dei 14 anni come una soglia burocratica oltre la quale, improvvisamente, unə ragazzə diventi capace di gestire il rischio e muoversi con sicurezza nel traffico. In realtà, l’autonomia è una facoltà che si costruisce con l’esperienza e la pratica costante sul territorio.
Di questo si è discusso durante il webinar organizzato da Streets For Kids e FIAB Italia, che ha visto il confronto tra medici, legali e genitori. Per Cinnica è intervenuta Elisabetta Cipolla, portando un contributo basato sull'analisi dei modelli educativi e sulla propria esperienza diretta.
Una competenza che richiede esercizio
Il punto centrale dell’intervento di Elisabetta è un richiamo alla realtà: non si può pretendere che unə giovane sappia muoversi nel mondo se non ha mai avuto l’occasione di fare esercizio prima.
"Nessuno di noi penserebbe di lanciare unə figliə in piscina a un'età prestabilita senza avergli mai insegnato a nuotare," ha spiegato Elisabetta. L’autonomia segue la stessa logica: richiede un affiancamento iniziale, una conoscenza graduale dell'ambiente e, infine, un distacco monitorato. Impedire alle bambine e ai bambini di fare esperienza della strada significa privarli degli strumenti necessari per valutare i pericoli in modo consapevole.
Il modello europeo: il ruolo della prossimità
Elisabetta ha condiviso la sua esperienza vissuta tra la Scozia e la Germania, osservando come altri contesti facilitino il movimento autonomo attraverso scelte urbanistiche e scolastiche precise:
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La scuola sotto casa: L’assegnazione delle scuole in base allo stradario è il presupposto logistico della libertà di movimento. Se la scuola è nel quartiere, il bambino percorre tragitti che gli sono familiari, riducendo l'incertezza e aumentando la sicurezza percepita.
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La città come aula: In Germania, il percorso casa-scuola viene testato sul campo con il supporto di insegnanti e polizia locale. Non si tratta di lezioni teoriche, ma di dare ai bambini punti di riferimento reali nel loro spazio di vita.
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Reti tra famiglie: Una pratica efficace è quella di conoscere gli indirizzi dei compagni di classe per favorire aggregazioni spontanee. Camminare insieme ai pari trasforma il tragitto in un'abitudine sociale e più sicura.
Trovare nuove "palestre" di autonomia a Bologna
Sappiamo che a Bologna, per ragioni legate al traffico o alla distribuzione delle scuole, il tragitto casa-scuola non è sempre accessibile fin da subito. La proposta di Cinnica, attraverso le parole di Elisabetta, è di non rassegnarsi e cercare contesti alternativi di allenamento.
Se la strada verso la scuola è troppo complessa, l'autonomia può essere esercitata su percorsi più semplici: andare a prendere il pane, raggiungere il parco vicino o recarsi a un'attività sportiva nel quartiere. L'obiettivo è trasformare le piccole commissioni quotidiane in occasioni per imparare a gestire il tempo, lo spazio e le proprie responsabilità.
Un cambio di prospettiva per gli adulti
La sfida non riguarda solo le capacità dei bambini, ma la resistenza degli adulti a lasciarli sperimentare. È necessario passare gradualmente da una tutela basata sul controllo a una basata sulla fiducia e sulla preparazione.
Per approfondire i dati medici sulla salute infantile e gli inquadramenti legali che permettono l'uscita autonoma (spesso ignorati o mal interpretati), vi invitiamo a guardare il webinar integrale.
L'intervento di Elisabetta Cipolla per Cinnica inizia al minuto 1.11.57.
